
PISTOIA. Nel bel mezzo della città, con un recinto virtuale a separare la platea dal resto del centro storico. Questo è quello che si può fare di questi tempi e questo è ciò che l’Atp di Pistoia organizza, Spazi aperti, trasportando il teatro (e i concerti) in un posto ad altro deputati. Ma la forza dei personaggi e di chi dà loro voce va ben oltre il latrare di alcuni cani irriverenti o di alcuni bambini che a teatro non vanno e forse non andranno mai, purtroppo. Renata Palminiello, ideatrice e regista, ha accettato la sfida e i suoi Grandi discorsi l’ha allestito lì, in piazza dello spirito santo, in piena zona a traffico limitato. Il palco sono due scranni tribunalizi e due pulpiti oratoriali, disposti asimmetricamente rispetto al pubblico, sui quali si succedono, in un ordine indecifrabile, otto attori, ognuno rappresentante di un personaggio che ha fatto la storia; o che avrebbe dovuto farla: Carolina Cangini, Stefano Donzelli, Marcella Faraci, Massimo Grigò, Sena Lippi, Elena Meoni, Elena Natucci, Mariano Nieddu, snocciolati in ordine alfabetico, nei panni, senza alcuna relazione d’accoppiamento algebrico, di Emmeline Pankhurst, Virginia Woolf, Bianca Bianchi, Piero Calamandrei, Martin Luther King Jr, Harvey Milk, Paolo Borsellino e Iqbal Masih.