di Letizia Lupino

PISTOIA. È in un martedì sera di fine estate che la Fondazione Jorio Vivarelli a Villa Stonorov di Pistoia e SpaziAperti2021 ci accompagnano verso la chiusa di una strana stagione teatrale che odora di rinascita e di respiri ampi. Il vialetto che favorisce l’ingresso al piccolo cancello a poco a poco si riempie di macchine. Parlottii e brusii che si avvicinano porgendo la fronte e lasciandosi misurare la febbre? L’attesa. Tutti ben allineati attendiamo di scendere in quel piccolo labirinto di magia che si aprirà sullo spazio scenico adibito per l’occasione. Sedie a giri concentrici che lasciano il centro aperto, un vuoto da riempire; il palco è dietro, a riposo. Su ogni sedia un foglio e un lapis: è già spettacolo. Siamo pronti. Luigi De Angelis, il regista, insieme alla drammaturgia di Chiara Lagani partendo dai documenti audio e video delle teche Rai hanno fatto sì che Andrea Argentieri riuscisse a interpretare Primo Levi, quasi come un sarto certosino con il suo primo abito maschile; e a confezionare poi Se questo è Levi. I sommersi e i salvati. Il passo misurato e preciso di Argentieri si fa largo nel suo centro.