di Stefania Sinisi

FIRENZE. Inaspettato e non retorico, L’Attimo Fuggente di Marco Iacommelli si rivela un vero capolavoro, che conquista e appassiona il suo pubblico all’istante. Il merito è tutto dovuto alla freschezza del suo giovanissimo cast, composto da attori che è doveroso citare uno a uno per la loro eclatante capacità di tenerti ancorato al palco, per la complicità e la tensione che da soli creano: Matteo Vignati, Alessio Ruzzante, Matteo Napoletano, Matteo Sangalli, Leonardo Larini, Edoardo Tagliaferri, Alessandra Volpe sono energici, frizzanti, vivi, smaniosi di passione. Tutti giovanissimi e talentuosi interpreti che tracciano uno spaccato di repressione, di scoperta e conquista. La scena è composta esclusivamente da sei sedie nere che i ragazzi fanno girare con un sottofondo di luci colorate e che si contrappongono a un telo bianco, dove le loro ombre e le loro parole echeggiano in ritmo e poesia. Elegante e semplice è anche la musica di sottofondo alla sceneggiatura che ci accompagna verso il vero significato delle parole. Perché la poesia può salvarci? perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione, perché è frutto delle passioni dell’uomo.