PISTOIA. Nemmeno l’eleganza, il tempo, è riuscito a smagliarle. Della voce, inutile parlarne: è la stessa di quando l’abbiamo conosciuta, una trentina d’anni fa, in piazza della Libertà, sul Parterre, a Firenze, in una caldissima sera d’estate. Erano anni in cui la musica dal vivo spadroneggiava bellamente; a Firenze, con la bella stagione, c’era l’imbarazzo della scelta. Ora, dal vivo, si suona con parsimonia, con mille precauzioni e il pubblico, a forza di stare davanti alla tivvù e ai computers, ha perso il gusto e la forza dell’esibizione. Barbara Casini (nelle foto di Gabriele Acerboni) però, da sempre poco attenta alla moda, ha continuato a spremersi il diaframma e le meningi per restare, con tutta la dignità musicale e professionale, sulla cresta dell’onda di chi con la musica ci fa conti seriamente. E anche stanotte, l’ultima di questo 2021, al piccolo Teatro Bolognini di Pistoia, ha dato, ancora una volta, a due passi da settant’anni, saggio e temperatura della sua classe, inanellando, con la solita inconfondibile leggerezza, impreziosita da quella erre blesa che ne accentua la bellezza, una serie di standard jazz e brasiliani che ne hanno cementificato ulteriormente lo scettro.