
FIRENZE. Meglio non addentrarsi in quei 55 giorni che hanno cambiato il volto e il percorso della Storia di questo paese (la minuscola è d’obbligo, diamine)! Anche perché non è questo l’intento di Fabrizio Gifuni, che invece che allestire spettacoli, scusate, meteoriti, proverebbe a cavalcare il dorso della politica per ritrovarsi poi, a due passi dalla verità, a dover fare marcia indietro, come è successo a tanti; tutti no, ma quelli che han tirato diritto, non hanno potuto raccontarla. E l’elenco è lungo, molto lungo. Però, le ombre sul sequestro, la prigionia e l’assassinio di Aldo Moro sono troppe e particolarmente ingombranti e nonostante sulla vicenda si sia posta, da tempo, una pietra tombale che sa di macigno, è forse il caso di studiare; non solo per non dimenticare, ma perché qualcosa, probabilmente, si può ancora evitare. Per questo Gifuni si è messo all’anima di portare in scena un suo esperimento, Con il vostro irridente silenzio (alla Pergola, di Firenze, fino a domenica prossima, 23 gennaio), che altro non è che un microscopico epitaffio di una delle lettere che l’allora Presidente della Democrazia Cristiana scrisse ai suoi amici, tra i quali l’allora segretario Benigno Zaccagnini.