di Letizia Lupino

PISTOIA. È una prima nazionale quella di stasera (29 ottobre, senza la pomeridiana replica odierna: Chiara Caselli si è fatta male a un polso; impossibile riandare in scena) al Teatro Manzoni di Pistoia. Prima nazionale e Pistoia insieme. Sono circa le 20:40 di un sabato al finale, sono al lavoro e i movimenti si accelerano, come se fossi una moviola al contrario mi muovo meccanicamente con un solo obiettivo in testa: mica voglio arrivare tardi a una prima e per giunta nazionale? Mi sono anche vestita bene per l’occasione, cioè, in realtà niente di troppo diverso dal solito, però questa cosa del vestirsi in un certo modo per il teatro mi ha sempre fatto sorridere, così come poi rendermi conto del binomio generazionale: cozze abbarbicate ad uno scoglio da un lato e pesci volanti dall’altro e oltretutto è anche sabato sera, ma mi riserverò per dopo il gusto di scoprirlo di nuovo. Raccatto le mie carabattole nel mentre i miei capi stanno discutendo su come legare un fiocco intorno al collo di una bottiglia di vino, piccolo pensiero per essere stati eletti a covo perfetto della compagnia; casa Vianello nello Spazio (la libreria n.d.r.) breve di un sipario che presto si aprirà. Presto appunto. E non c’è andata neanche troppo male per essere sempre il solito sabato sera. Il pacchetto è pronto e noi pure e con la curiosità negli occhi accorciamo, un passo davanti all’altro, la strada che separa noi e il velluto rosso.