
PISTOIA. Geniali, cazzo, fin nel midollo. Li conosciamo bene quelli di Sotterraneo, ma con L’angelo della storia sono andati oltre. E non è certo il Premio Ubu (che bissa quello ottenuto un lustro fa con Overload) che è stato loro conferito per questa rappresentazione che infilza il tempo e la storia, un balletto senza coordinate, con un inizio e una fine programmati, uno start e un arrivo affidato ai telefonini degli spettatori, tra cori a cappella, ritmo forsennato, incursioni grammaticali e temporali a orologeria, brevi semiseri proclami politici e morali, coreografie danzanti alla John Landis e la solita, straordinaria, glaciale presenza scenica a spingerci così tanto nel campo delle glorificazioni, ma stavolta Sara Bonaventura, Claudio Cirri e lo scrittore dietro le quinte Daniele Villa hanno esagerato davvero, portando a compimento un piccolo, immenso, capolavoro. Il Teatro Bolognini, a Pistoia, che ha ospitato la compagnia, in molte circostanze, residente proprio all’Atp, ha avuto il piacere di mangiarseli vivi a suon di applausi, ieri sera, i protagonisti, che per questo concerto a più strumenti hanno assoldato, alla causa sulla scena, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati e Giulio Santolini, straordinari soldati per questa guerra di tutti sconfitti, senza nemmeno un vincitore.