
PRATO. La luce biancosterilizzata che si irrora dal palcoscenico lascia intravedere che più che un set teatrale ci si trovi al cospetto di un salone psichiatrico, dove però non si capisce bene e sempre chi siano i pazienti. Perché anche quelli che sembra abbiano il potere di dare a questi ultimi un’esaustiva spiegazione dell’operazione/memoria che andranno felicemente a intentare non è che diano inequivocabili segnali di equilibrio. Il paziente più serio è Lello Serao, che dopo una veemente introduzione con e contro la nipote Lisa Imperatore (è lei che avrebbe il desiderio di ricomporre le fratture generazionali della sua famiglia), sembra scivolare, inesorabilmente, nel letale imbuto degli psicofarmaci ai quali viene, virtualmente, sottoposto. Ma Ex – Esplodano gli attori è, probabilmente, tutt’altra cosa, un’invisibile macchina del tempo che riporta nel salone di un appartamento rispolverato per la bisogna i componenti di una famiglia, dai nonni ai nipoti, passando anche per il fidanzato dell’ultima della dinastia, per fare in modo che i dissapori vissuti e sofferti in costanza d’esistenza vengano, tardivamente e solo grazie a un esperimento, chiariti e sanati.